IL PROCESSO TRIBUTARIO TELEMATICO – Aspetti pratici

PROCESSO TRIBUTARIO TELEMATICO

Quella del prossimo primo luglio, sarà ricordata come una data che segna una sorta di spartiacque tra la vecchia e la nuova disciplina del Processo Tributario. Infatti, l’art. 16, comma 5, D.L. 119/2018, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2018, n. 136, ha reso obbligatorio l’utilizzo del Processo Telematico per il contenzioso tributario, con riferimento ai ricorsi notificati a partire dal 01 luglio 2019. Il mancato utilizzo del PTT, o se vogliamo il mancato adeguamento alla novella, nei casi previsti dalla norma, rende inammissibile l’atto, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili. Le nuove regole del PTT non operano in Cassazione, dove il processo continua, almeno per ora, ad essere cartaceo.

Collegandosi al Portale della Giustizia Tributaria, si possono agevolmente acquisire tutte le informazioni di base, necessarie ed utili, per poter accedere al PTT. Ad ogni modo, occorre sottolineare, come la Direzione della Giustizia Tributaria abbia realizzato un sito di assistenza online, raggiungibile attraverso il Portale www.giustiziatributaria.gov.it, dove sono reperibili informazioni, video e FAQ relative all’utilizzo dell’applicativo PTT.

PTT: principali obiettivi

Il recente passato è stato caratterizzato da importanti innovazioni intervenute in campo economico-finanziario (Antiriciclaggio, Privacy-GDPR, Fattura Elettronica, ISA, ecc.) che hanno finito inevitabilmente per ripercuotersi e, per certi versi, condizionare le attività dei professionisti e dei contribuenti. Molte, troppe volte, queste novità, introdotte dal legislatore con l’intento (almeno annunciato) di semplificare e, quindi, a prima vista immaginate più semplici, si sono rivelate nella pratica estremamente più laboriose se non più complicate delle precedenti, almeno nella fase iniziale.

Forti, purtroppo, di questo bagaglio di esperienze non sempre positive, ogni novità destinata ad incidere in maniera profonda sul nostro operato viene vista come potenziale fonte di problemi e, quindi, anche di fronte all’introduzione dell’obbligo dell’utilizzo del PTT per il contenzioso tributario, è naturale che sorga qualche dubbio e/o perplessità.

Va detto da subito che nulla cambia, però, per le procedure puramente giuridiche (termini, ricorso, memorie, ecc.), l’innovazione riguarda esclusivamente le modalità in cui si svolgono.

Anche in questo caso, uno degli aspetti principali della novella è costituito dalla semplificazione. Semplificazione prevista per tutta la fase contenziosa. Dal deposito del ricorso introduttivo del giudizio fino alla pubblicazione della sentenza, il fascicolo è consultabile agevolmente “dalla scrivania” utilizzando l’apposito servizio accessibile tramite specifico link presente nell’area personale del PTT. In tal modo le parti processuali che abbiano effettuato il deposito in modalità telematica (è stata prevista una deroga al PTT per i contribuenti che decideranno, in presenza dei presupposti previsti dalla legge, di stare in giudizio facendo a meno dell’assistenza tecnica nelle liti il cui valore non sia superiore a € 3.000,00 che, quindi, potranno continuare ad avvalersi del vecchio sistema cartaceo) possono consultare gli atti processuali del fascicolo informatico ed estrarne liberamente copia.

Oltre all’aspetto squisitamente operativo, l’altro obiettivo del decreto è senz’altro costituito dal contenimento e riduzione dei costi di giustizia. Infatti, l’eliminazione degli archivi cartacei delle C.T., connessi con la relativa gestione, e delle trasferte dei funzionari obbligati a presiedere alle udienze presso le C.T.P. e C.T.R. (il decreto introduce anche l’udienza a distanza, non immediatamente operativa) comporterà un risparmio stimato per almeno 5 milioni di euro.

Parallelamente, con l’introduzione dell’obbligo di adozione del PTT, l’Amministrazione Finanziaria mira al recupero di produttività relativamente al personale di segreteria attualmente destinato alla gestione degli archivi, che potrà, invece, essere impiegato a supporto dell’attività giurisdizionale.

PTT: modalità operative e accesso al SIGIT

Per quanto concerne le modalità operative, e cioè i vari “passi” da affrontare per incamminarsi in questo nuovo mondo, possono essere riassunti ed elencati così come riportati nell’articolo pubblicato su Informazione Fiscale ad opera della Dott.ssa Rosy D’Elia. In questa sintetica elencazione vengono ben individuate le varie fasi da completare per poter operare con il nuovo strumento, a cominciare dalla registrazione al SIGIT.

I cittadini, i professionisti e i soggetti privati iscritti nell’albo di cui all’art. 53 del D.Lgs. 446/97 per accedere alle funzionalità che ruotano intorno al deposito del processo telematico devono registrarsi al Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (PTT-SIGIT).

Per farlo, è necessario seguire le istruzioni riportate sul portale della Giustizia Tributaria e servirsi di uno dei tre strumenti previsti:

  • PEC, posta elettronica certificata, e firma digitale;
  • SPID, l’identità digitale;
  • Carta Nazionale dei Servizi, inserendo la Smartcard nell’apposito lettore di schede.

Al termine della procedura di iscrizione, gli utenti avranno a disposizione le credenziali per accedere alle funzionalità del PTT effettuando il login:

  • UserID, che coincide con il codice fiscale del soggetto abilitato per gli enti impositori o con il nickname per cittadini e professionisti;
  • password: codice alfa numerico indicato dall’utente, nel momento in cui ha modificato la password rilasciata dal sistema.

Ogni volta che bisogna utilizzare i servizi di SIGIT è necessario inserire nella piattaforma UserID e password.

Una volta effettuato l’accesso, tre sono le macro aree a disposizione degli utenti che navigano nella homepage, la pagina principale, del portale dedicato al Processo Tributario Telematico:

  • Deposito Telematico;
  • Interrogazione Atti Depositati;
  • Servizi e Utilità.

Come si legge nella notizia pubblicata sul portale della Giustizia Tributaria il 4 giugno, la nuova grafica permette un accesso più veloce a tutti i servizi dell’area riservata del PTT.

In ogni sezione è possibile accedere a una serie di funzioni relative ai singoli ambiti di azione.

L’area “Deposito Telematico” mette a disposizione tre servizi:

  • inviare la propria Nota di Iscrizione a Ruolo, NIR, depositando ricorsi ed atti successivi;
  • completare delle NIR già precedentemente salvate in bozza;
  • effettuare una richiesta di accesso temporaneo al fascicolo per la parte non ancora costituita in giudizio.

La sezione “Interrogazione Atti Depositati” permette di cercare una propria NIR già depositata o accedere al servizio Telecontenzioso, l’area di SIGIT che fornisce informazioni sui ricorsi presentati, sullo stato del processo e consente di accedere al fascicolo processuale informatico e consultare tutti gli atti depositati dalle parti come ricorsi o memorie ed i provvedimenti emanati dal giudice come le sentenze, le ordinanze, i decreti.

“Servizi ed Utilità” , infine, è la macroarea legata a questioni più pratiche e permette le seguenti azioni:

  • accedere ai servizi di conversione e verifica dei file da depositare;
  • utilizzare il servizio di compilazione della NIR per deposito cartaceo (per le controversie con valore della lite non superiore a € 3.000,00 e per le quali non ci si avvale di un difensore);
  • prenotare un appuntamento in Commissione Tributaria;
  • calcolare il CUT dovuto e pagarlo tramite il nodo dei pagamenti PagoPA.

PTT: opportunità e criticità

Quasi tutte le novità che investono o che impattano in maniera pesante sul nostro modo di operare, generano diffidenza. Una diffidenza, per certi versi spontanea, che nasce per il solo fatto di dover interpretare delle nuove norme che, come abbiamo più volte sperimentato, non sempre vengono scritte con un linguaggio di facile comprensione.

Anche in questo caso, il comportamento assunto da una certa recente giurisprudenza, mette in risalto come il concetto, chiaro per gli estensori del rapporto, non lo sia altrettanto per alcune Commissioni Tributarie. La CTP di Reggio Emilia, ad esempio, nella propria sentenza n. 245 del 10.10.2017, ha escluso in maniera radicale la possibilità della costituzione in via telematica del controricorrente nel caso in cui il ricorrente abbia optato per il deposito cartaceo e, allo stesso modo, ha affermato la necessità di costituzione telematica del controricorrente in caso di costituzione telematica del ricorrente.

La suddetta pronuncia, peraltro, non appare isolata. Ad essa si aggiungono quelle della Commissione Tributaria Regionale Toscana n. 1377/05/2017 e della Commissione Tributaria Regionale del Lazio n. 3133/05/2017, che parimenti escludono tassativamente l’ammissibilità delle comunicazioni in formato telematico in tutti i casi in cui il giudizio di primo grado si sia svolto senza ricorrere alle modalità proprie del PTT.

E’ ovvio che tali posizioni hanno sino ad oggi costituito un ostacolo alla diffusione, in questa fase facoltativa e sperimentale, del processo tributario telematico.

Dai dati diffusi dal MEF, si evince chiaramente come fino ad ora lo strumento telematico sia stato utilizzato prevalentemente dagli organi della PA. D’altro canto, per quanto rappresentato, i contribuenti ed i professionisti sono stati finora molto prudenti nei confronti del PTT, anche se i dati diffusi, riguardanti il periodo che va dal mese di agosto 2017 al mese di gennaio 2018, hanno evidenziato un modesto ma costante aumento nell’utilizzo delle modalità telematiche anche per queste categorie di utenti, particolarmente attivi in alcune regioni virtuose fra le quali emergono il Lazio (18% di ricorsi telematici) e la Toscana (15% di ricorsi telematici nello stesso arco di tempo).

Tenuto anche conto del lungo periodo di “rodaggio” (il Processo Tributario Telematico, infatti, è attivo sul tutto il territorio nazionale dal 15 luglio 2017, a conclusione di una graduale estensione a livello regionale iniziata il 1 dicembre 2015), durante il quale è stato possibile, non solo integrare, ma anche potenziare il nuovo strumento, con il PTT anche la Giustizia Tributaria compie un altro passo in avanti verso la digitalizzazione dove, fino a non molto tempo fa, questa trasformazione e modernizzazione della PA era inimmaginabile, se non quasi fantascientifica. Nello specifico, mi riferisco e penso al forte impatto innovativo che avrà, poi, la previsione delineata dal decreto, dove viene disposta la possibilità per le parti di partecipare all’udienza pubblica mediante un collegamento audiovisivo tra l’aula di udienza e il luogo del domicilio indicato dal contribuente, dal difensore tecnico, dall’ufficio impositore o dagli agenti della riscossione, in modo da garantire la contestuale, effettiva e reciproca visibilità delle persone presenti in entrambi i luoghi e la possibilità di ascoltare quanto viene detto.

Concludendo, nella speranza di non essere smentito dai fatti, ritengo che il PTT debba essere accolto come una grande opportunità, non solo in termini di risparmio dei costi di gestione, ma anche e, soprattutto, per la realizzazione della tanto auspicata e decantata semplificazione delle attività dei contribuenti e dei professionisti. Approfittiamone!

Di Mauro Mastropietro
Dottore Commercialista in Roma

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