La rivalutazione delle partecipazioni e dei terreni nel 2020

La legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019), ai commi 693 e 694, ha previsto la riapertura dei termini di rivalutazione delle partecipazioni non quotate e dei terreni, modificando l’articolo 2, comma 2, D.L. 282/2002, convertito, con modificazioni, dalla L. 27/2003.

In seguito a tale legge, le Persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia possono valutare la convenienza a perfezionare tale rivalutazione; pertanto, nel caso vi sia l’intenzione di procedere alla cessione di detti beni, possono effettuare la rivalutazione del costo o del valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni posseduti alla data del 1 ° gennaio 2020 al di fuori del regime di impresa.

La rideterminazione del valore permette infatti di “affrancare” in tutto o in parte l’ammontare della plusvalenza latente, imponibile ai fini Irpef (articolo 67, comma 1, lett. a – c-bis Tuir), in modo da ridurre l’impatto fiscale per coloro che devono procedere alla alla cessione appunto di  partecipazioni o terreni.

Per perfezionare la rivalutazione, e quindi per poter utilizzare quale base imponibile il nuovo valore “rideterminato”, in luogo del costo storico, è necessario:

  • far predisporre, entro il 30 giugno 2020, una perizia di stima redatta da un professionista abilitato attestante il valore della partecipazione e terreni al 1° gennaio 2020;
  • procedere, sempre entro il 30 giugno 2020, al versamento dell’imposta sostitutiva, pari all’11%, sia per le partecipazioni (qualificate e non) che per i terreni, tramite modello F24 (codice tributo “8055”).  Il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione oppure rateizzato con un massimo di tre rate annuali di pari importo, alle seguenti scadenze:
  • prima rata: 30 giugno 2020;
  • seconda rata: 30 giugno 2021;
  • terza rata: 30 giugno 2022.

Ovviamente per le rate successive alla prima, devono essere calcolati gli interessi nella misura del 3% annuo, da versare contestualmente a ciascuna rata.

Le precedenti rivalutazioni erano certamente piu’ vantaggiose perché prevedevano aliquote di imposta ridotte e diversificate a seconda della tipologia di partecipazione, mentre l’attuale rivalutazione prevede un aliquota di imposta sostitutiva unica e pari all’11%.

In base a quanto precisato dalla circolare 47/E/2011la rivalutazione si considera perfezionata con il versamento dell’intera o della prima rata dell’imposta sostitutiva nei termini sopra indicati, e da quel momento il contribuente può avvalersi immediatamente del nuovo valore di acquisto ai fini della determinazione dell’eventuale plusvalenza di cui all’articolo 67 Tuir.

Al contrario invece, qualora il versamento dell’intero importo o della prima rata fosse effettuato oltre il termine (30 giugno 2020), la rivalutazione non può considerarsi perfezionata; in conseguenza a ciò il contribuente non può utilizzare il valore rideterminato al fine di determinare l’eventuale plusvalenza, ma tutt’al più può richiedere a rimborso quanto effettivamente versato.

Nella medesima circolare invece, viene stabilito che, ove il ritardo e l’ omesso versamento riguardasse invece le rate successive alla prima, il contribuente può sempre regolarizzare la violazione utilizzando  l’istituto del ravvedimento operoso.

 

di Stefano Pignatelli

Dottore Commercialista in Roma.

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