IL VIRUS, L’ITALIA E L’EUROPA DEL FUTURO – del Dott. Francesco Vellucci

Sono passati ormai piu’ di 40 giorni da quando e’ iniziata l’emergenza coronavirus, e su di questa e soprattutto su come la si sta gestendo e’ stato detto, si dice e si dira’ di tutto.

Indubbiamente le attuali Autorita’ italiane, tutte, nessuna esclusa, si possa dire abbiano brillato per la tutela dell’interesse dei cittadini, soprattutto per la tutela della situazione economica del paese, tanto che i piu’ audaci ora possono ben dire, magari non moriremo di covid19, ma moriremo di stenti.

Parimenti penosa, ma anche vergognosa ed irresponsabile, e’ proprio il caso di dirlo, e’ stata la risposta di quella che da sempre, forse un po’ troppo a nostre spese, e’ stata definita “la nostra ancora di salvataggio”, l’Europa, la quale ha defintivamente messo a nudo tutti i suoi limiti, legati particolarmente alla completa inesistenza di un’unione di Popoli, risolvendosi solamente in un’appiccicaticcia unione di banche, tenute insieme con lo spago del debito, situazione questa davvero pericolosa ed inquietante.

Ma non e’ questo il luogo ed il tempo per critiche, odio e rancori, dobbiamo invece impegnarci a superarli ed a vedere invece cosa il virus, con la sua, lui si, dannata imparzialita’ vuole insegnarci.

E’ infatti il momento di cambiare, cambiare approcci, paradigmi, modelli e soprattutto mentalita’.

La reazione di tutti piu’ o meno tutti gli stati, in particolare di quelli dell’unione, ha messo in luce gli enormi limiti sui quali e’ basato l’intero paradigma economico europeo e mondiale.

Se pensate che bastano solo due mesi di chiusura per mettere in ginocchio delle economie, cosa questa veramente da rabbrividirsi, viene da chiedersi allora come facevano i nostri padri e nonni, che 50 anni fa chiudevano tutto per un mese d’estate e per 15 giorni a natale e se ne andavano allegramente in vacanza, senza patemi, senza fallire.

La risposta e’ semplice, all’epoca si produceva per davvero ricchezza e se ne accumulavano le conseguenti riserve. Ora invece l’Italia, l’Europa ed il mondo non producono piu’ ed ormai sono al limite e non possono piu’ permettersi un “economia” basata solamente sulla finanza, sulla speculazione e soprattutto sul debito.

Sul DEBITO dico, certamente, fatto sta che il modello di “cura” adottato per cercare di risolvere le perdite causate dall’emergenza e’ stato, udite udite, IL DEBITO. 

PER COPRIRE LE PERDITE RICCORRIAMO ALL’INDEBITAMENTO. 

Un’autentica follia economica, roba che se non piu’ di 20 anni fa fosse uscita in un aula universitaria di economia, durante un esame di finanza aziendale, avrebbe causato le ire del professore con conseguente decollo del libretto dello studente ignorante che avesse solo azzardato a dire una simile FOLLIA.

DA CHE MONDO E MONDO IN ECONOMIA (quella VERA) LE PERDITE SI COPRONO CON IL CAPITALE PROPRIO.

Purtroppo pero’ le cose sono due, o quello studente dal libretto volante deve aver fatto molta carriera, visto che tale modello e’ stato attuato quasi su scala mondiale ed addirittura nella tanto ammirata Svizzera, oppure, ma e’ questa la verita’, IL MONDO HA SMESSO DI PRODURRE REDDITO e di conseguenza VALORE AGGIUNTO, con il risultato che oggi quasi nessuna azienda e’ piu’ in grado di ACCUMULARE RISERVE mediante quel meccanismo, sacro agli economisti di un tempo, chiamato AUTOFINANAZIAMENTO.

Oggi infatti, purtroppo dobbiamo assistere ad una pericolosissima INVERSIONE DEL BILANCIO, una terribile malattia nella quale la parte finanziaria diventa piu’ importante della parte economica, quella appunto che crea il reddito e di conseguenza la RICCHEZZA, vero valore di GARANZIA NEI MOMENTI DURI.

IL DENARO, DA NUMERARIO E’ DIVENTATO PRODOTTO, SURCLASSANDO IL PRODOTTO STESSO.

LA BANCA DA SERVIZIO E’ DIVENTATA PADRONE DELL’IMPRESA.

QUESTO SISTEMA CI STA DISTRUGGENDO.

Se infatti facciamo caso a cio’ che succede, tutti parlano di CRISI FINANAZIARIA, senza rendersi conto che questa, sta coprendo da tempo una crisi economica mondiale.

Oggi purtroppo tutti i modelli di approccio all’economia sono finanaziari, si cerca il rendimento, si cerca la percentuale, si cerca l’indice matematico frazionario, deficit/pil, pi/abitante e via indicizzando, senza invece rendersi conto che la vera ricchezza di una nazione, di tutte le nazioni, del mondo, risiede nel LAVORO, nella PRODUZIONE, nella CREAZIONE DI VALORE AGGIUNTO.

La finanza e’ certamente diventata il modo piu’ immediato di “fare soldi” senza faticare, senza impegnarsi, senza innovare.

E cosi’ in nome di essa e della ricerca del “rendimento” si chiudono ospedali, si impoveriscono le famiglie (i nostri consumatori, proprio i nostri principali clienti paganti….orrore), si uccide la ricerca, si demoliscono gli stati e le loro strutture sociali, si litiga come IMBECILLI fra stati che dovrebbero aiutarsi per uscire piu’ forti dai guai, si crea poverta’.

SI DISGREGA IL SOCIALE, SI PONGONO LE BASI PER UNA GUERRA.

E’ davvero ora di fermarsi e di ragionare e di chiedersi veramente : MA COSA STIAMO COSTRUENDO, SU COSA STIAMO CREANDO IL NOSTRO FUTURO.

Il virus e’ cattivo, vero, uccide, vero, ma ha anche un lato positivo : deve aprire i nostri occhi, e’ l’ultimo avvertimento che la “natura”, ossia la meccanica delle cose della vita, ci sta dando prima di arrivare ad un disastro irreparabile.

Cosi’ e’ ora di dire basta, e forse il compito spetta proprio a noi Europei, colpiti per primi da virus, e soprattutto a noi ITALIANI, che siamo quelli colpiti piu’ duramente.

Infatti siamo proprio noi ITALIANI, con la nostra storia, con la nostra inventiva, con la nostra forza millenaria di risollevarci dai disastri, che dobbiamo tracciare la nuova via del ritorno al CONCRETO, ALLA PRODUZIONE, ALLA CREAZIONE DI RICCHEZZA VERA.

In Europa deve sparire il dogma della finanza, deve sparire il numerino di condanna, bisogna invece stampare stampare, e stampare denaro, stampare senza limite e darne in giro, perche’ questo denaro sia impiegato in ricerca, produzione, imprese.

MENO NUMERI SUI VIDEO E PIU’ CIMINIERE FUMANTI, MENO DEBITO E PIU’ RISPARMIO siano i nostri mantra per il futuro.

USCIAMO TUTTI DALLA PAURA. Il denaro e’ solo uno strumento e l’inflazione e’ solo e soltanto il termometro della vita dell’economia. Se e’ correttamente alta, vuol dire che l’economia e’ viva e sana. Proprio come un corpo umano, la cui temperatura e’ 36.5 / 37 e non 3 gradi. A 3 gradi il corpo e’ morto, tenuto solo in vita dalle macchine, nel nostro caso della finanza, macchine che nulla possono fare per evitare la decomposizione del corpo stesso che stanno, FALSAMENTE, tenendo in vita.

O torniamo tutti alle sane regole dell’economia, alla produzione, all’accantonamento di riserve, al risparmio, LA VERA RICCHEZZA, oppure tutto il mondo che conosciamo, comprese le nostre liberta’ ed anche la nostra salute, scompariranno in un buio inquietante.

LA RICCHEZZA, QUELLA VERA, E’ ANCHE SALUTE E QUINDI VITA. E diffidate di chi vi vuole raccontare il contrario.

Il virus sta riposizionando l’intera economia mondiale, approfittiamone perche’ tale riposizionamento sia positivo.

Approfittiamone per creare le basi della nostra ripartenza.

L’Europa e’ avvertita.

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