IL FOTOVOLTAICO NEL CONDOMINIO

fotovoltaico

Tra le fonti di energia, quella solare è sicuramente quella maggiormente diffusa e con maggiore disponibilità sul nostro pianeta.

La conversione di questo tipo di energia in forme più facilmente utilizzabili, come quella termica di un fluido vettore oppure quella elettrica, richiede dispositivi e sistemi che nel tempo stanno diventando sempre più evoluti ed accessibili.

Concentrandoci sulla conversione dell’energia solare in energia elettrica, è necessario focalizzare la propria attenzione sui sistemi fotovoltaici: sistemi costituiti da captatori in grado di generare una corrente continua se irraggiati dalla radiazione solare.

I due componenti fondamentali sono i moduli, i veri e propri generatori, e il convertitore statico (inverter), che permette di convertire la corrente continua del modulo in corrente alternata, quindi di interfacciare il generatore fotovoltaico alla rete elettrica nazionale e alla maggior parte delle utenze elettriche.

Negli ultimi decenni il fotovoltaico è stato interessato da diversi tipi di incentivi disciplinati da una serie di leggi sia a livello nazionale che a livello comunitario con il fine di rendere tale tecnologia matura e sviluppare un mercato fotovoltaico che fosse in grado di autosostenersi nel tempo senza la necessità di iniezioni di nuovi sussidi.

Altro argomento caldo in tema di fotovoltaico è la connessione alla rete elettrica nazionale; infatti la nostra rete è stata ideata per la distribuzione locale di energia elettrica generata in pochi punti di produzione, le centrali elettriche. Con l’avvento del fotovoltaico invece, ogni punto di prelievo può diventare un possibile punto di generazione che produce energia in modo non prevedibile e non programmabile. Questa mancanza di prevedibilità e programmabilità genera complicazioni importanti a livello di bilanciamento tra domanda e offerta di energia: per questo motivo le fonti di energia elettrica non programmabili come il fotovoltaico godono di priorità di dispacciamento nel nostro mercato elettrico.

Entrando più nel dettaglio, è possibile riportare brevemente il quadro legislativo che ha interessato il fotovoltaico in Italia negli ultimi anni, con particolare riferimento ad impianti per privati e condomini:

DLgs n. 387 del 29.12.2003

È l’attuazione della Direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Il testo spiega quali sono le tipologie di procedimenti autorizzativi (attività edilizia libera, denuncia di inizio attività o procedimento unico) in relazione alla complessità dell’intervento e del contesto dove lo stesso si colloca, differenziando per la categoria della fonte di energia utilizzata.

DM28.07.2005

È il decreto che introduce per la prima volta il Conto Energia, ossia la prima forma di incentivazione per della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare. In tale decreto sono previste delle soglie di incentivazione basate sulla potenza dell’impianto e delle modalità di contabilizzazione dell’energia differenti anch’esse sulla base della potenza installata. Con il Primo Conto Energia vi è un’incentivazione per l’energia prodotta e la possibilità di vendere l’energia prodotta e non autoconsumata immettendola in rete.

Delibera AEEG n._188/05 del 14.09.2005

Tale delibera nasce a seguito dell’introduzione del Conto Energia per definire il soggetto attuatore e le modalità per l’erogazione delle tariffe incentivanti degli impianti fotovoltaici, come previsto dall’art. 9 del DM del 28.07.05.

 

Delibera AEEG n. 28/06 del 13.02.2006

Con tale delibera viene introdotto per la prima volta il meccanismo incentivante dello Scambio Sul Posto (SSP), il meccanismo attraverso il quale ancora oggi sono incentivati gli impianti di produzione da fonti rinnovabili con potenza inferiore a 200 kW. Con tale delibera si dettano le condizioni tecnico/economiche del servizio di Scambio Sul Posto pe l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale non superiore a 20 KW come previsto dall’art.6 del Dlgs n. 387 del 29.12.2003 (la soglia passerà poi a 200 kW per impianti entrati in esercizio dopo il 31.12.2007).

DM 19.02.2007

È il decreto del Secondo Conto Energia volto a incentivare la produzione di energia elettrica prodotta da conversione fotovoltaica della fonte solare. Rispetto al precedente Conto Energia, si introducono semplificazioni a livello burocratico.

DM 06.08.2010

È il decreto del Terzo Conto Energia volto a incentivare la produzione di energia elettrica prodotta da conversione fotovoltaica della fonte solare. Proseguendo sulla via della semplificazione, secondo questo decretogli impianti fotovoltaici sono suddivisi in due sole categorie: impianti su edifici e altri impianti. Altra novità è che l’impianto può essere realizzato in più fasi a patto che l’ultima sezione venga messa in esercizio entro due anni dalla messa in esercizio della prima.

DM 05.05.2011

È il decreto del Quarto Conto Energia. La principale differenza rispetto alle precedenti versioni è nella sostituzione della tariffa incentivante con una tariffa omnicomprensiva: la prima era un incentivo puro sull’energia prodotta mentre la seconda è un corrispettivo, già riconosciuto per le altre fonti rinnovabili, per l’energia immessa in rete. Con il Quarto Conto Energia si introduce anche la tariffa premio per l’autoconsumo.

DLgs.n. 28 del 03.03.2011

È l’attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. Le più importanti novità definite dal decreto per quanto concerne l’efficienza energetica degli edifici sono la definizione degli obblighi di utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e sottoposti a ristrutturazioni importanti e l’introduzione dell’obbligo, in sede di compravendita e locazione di un edifico, della certificazione energetica degli edifici.

DM del 05.07.2012

È il decreto del Quinto Conto Energia, valido dal 27 agosto 2012, sostituisce il precedente meccanismo incentivante sebbene alcune tipologie d’impianto continueranno a beneficiare dei precedenti incentivi ancora per qualche mese.

Attualmente i meccanismi di incentivazione del Conto Energia non sono più attivi ma è ancora possibile usufruire dello scambio sul posto che, anche grazie ad una forte riduzione dei costi per l’installazione di un impianto, garantisce comunque un rientro dell’investimento in tempi brevi. Lo scambio sul posto consente di massimizzare la convenienza di un impianto dal punto di vista economico quando si verifica un importante autoconsumo, questo significa che nella situazione attuale la fase di dimensionamento e progettazione è diventata cruciale per la buona riuscita dell’investimento: dall’analisi dei consumi si deve dimensionare un impianto che sia in grado di coprirli durante l’anno con la sua produzione.

Altra interessante opportunità prorogata per tutto il 2019 è la possibilità di portare in detrazione fiscale le spese per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico per una quota pari al 50% dell’intera cifra spesa per la progettazione e la realizzazione dello stesso. Questa opportunità, confermata dalla Legge di Bilancio del 2019, è rivolta a tutti ai soggetti sottoposti a tassazione IRPEF e quindi risulta preziosa ad esempio per le attività sulle parti comuni dei condomini.

Infine, con il decreto FER 1 del 2019, è prevista la reintroduzione di nuovi incentivi con tariffa omnicomprensiva per impianti fotovoltaici utilizzando una logica di posizionamento in graduatoria che premia l’installazione di fotovoltaico congiunta alla rimozione e allo smaltimento di coperture in amianto. Il valore economico della tariffa omnicomprensiva prevista dal decreto FER 1 è molto inferiore a quella che era garantita agli impianti entrati in esercizio sotto i diversi Conto Energia quindi questi incentivi risultano poco attraenti, in particolar modo per chi ha la possibilità di autoconsumare buona parte dell’energia prodotta.

Da quanto detto fino ad ora si evince chiaramente che nel contesto attuale un impianto fotovoltaico rappresenta un ottimo investimento a patto che ci siano le corrette circostanze. Considerando ad esempio un condominio, ci sono principalmente due opportunità per sfruttare un impianto fotovoltaico:

  • A servizio delle aree comuni del condominio
  • Per le utenze dei singoli condomini

Nel primo caso i costi di installazione e benefici derivanti dall’intervento siano ripartiti tra le famiglie, è possibile detrarre l’intervento al 50% in 10 anni e la detrazione sarà suddivisa in quote millesimali come qualsiasi altra ristrutturazione condominiale. Generalmente anche occupando l’intera copertura è molto difficile coprire interamente il fabbisogno del condominio ma si riesce comunque ad ottenere un importante beneficio sulle utenze comuni (ascensori, illuminazione condominiale, pompe di sollevamento sistemi di condizionamento e riscaldamento centralizzati…). Qualora alcuni condomini non siano favorevoli possono decidere di non partecipare alle spese di installazione rinunciando ai benefici derivanti dal fotovoltaico: risparmio diretto in bolletta, detrazione IRPEF del 50 % e rimborso per lo scambio sul posto del GSE.

A livello normativo si fa riferimento all’articolo 5 della legge n. 220 dell’11/12/2012. Qui sono riportati i criteri per poter deliberare, in sede di assemblea, l’installazione di un impianto fotovoltaico in condominio: convocando obbligatoriamente tutti i condòmini in assemblea per l’approvazione è sufficiente il voto positivo di almeno le metà di quelli intervenuti (non dei condòmini totali) solo nel caso in cui questi rappresentino almeno la metà del totale. La maggioranza ha il diritto di deliberare per l’installazione di un impianto fotovoltaico sia nel caso questo venga realizzato dal condominio stesso sia nel caso l’installazione riguardi terzi.

Nel caso l’installazione dell’impianto fotovoltaico riguardi una singola famiglia la possibilità di sfruttare gli spazi comuni dell’edificio viene regolamentata dall’art. 7: questa riforma consente ad una singola unità abitativa di utilizzare parti di tetto, parti comuni dell’edificio e spazi idonei di proprietà individuale ma non è mai consentita l’esecuzione dei lavori nei casi in cui gli stessi comportino danni alle parti comuni dell’edificio. Per interventi di questo tipo il singolo condomino deve comunicare le sue intenzioni all’amministratore che porterà poi in assemblea tale richiesta con le modalità già viste per un impianto condiviso.

Volendo fare un esempio pratico possiamo considerare un impianto fotovoltaico condominiale condiviso, progettato per un condominio composto da 40 unità abitative suddivise in 2 scale. Per quanto riguarda le utenze comuni si possono considerare 2 ascensori, l’illuminazione delle scale, l’illuminazione esterna, le pompe di circolazione dell’impianto di riscaldamento centralizzato, i citofoni, l’allarme, le antenne, i cancelli dell’autorimessa e l’illuminazione dell’autorimessa. Questo tipo di utenze con un utilizzo proprio di un condominio porterebbe ad ipotizzare un consumo annuo di circa 75000 kWh/anno.

Se supponiamo di avere a disposizione un terrazzo piano di 250 m2 e di utilizzare moduli fotovoltaici monocristallini da 300 W ciascuno, possiamo installare tranquillamente un impianto di potenza pari a 40 kWp. Utilizzando un sistema di ancoraggio a zavorre e orientando i moduli perfettamente a sud, 40 kWp riescono a generare in un anno circa 56000 kWh di energia elettrica, che nel nostro esempio corrispondono a circa il 75% del fabbisogno elettrico per le utenze comuni.

Un impianto come quello ipotizzato ha un costo iniziale di stimabile in 60000€, costo che viene negli anni ripagato dai benefici economici ottenuti dall’utilizzo dell’impianto. Andiamo a vedere come si prefigura l’andamento dei flussi di cassa per l’investimento descritto fissando a 25 anni la durata dell’analisi:

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Il presente business plan a 25 anni è stato realizzato considerando di cambiare l’inverter al decimo anno e calcolando la detrazione fiscale IRPEF del 50% in 10 anni (5% dell’importo complessivo dell’offerta ogni anno). La simulazione prevede un tasso di crescita del prezzo dell’energia pari al 3.5% annuo e una riduzione della produzione elettrica dell’impianto pari all’1% ogni anno. Si evidenzia un rientro dell’investimento al 5° anno e un valore netto dell’investimento a fine vita (al 25° anno) pari a circa 270.000 €; quanto mostrato dall’analisi tecnico-economica dei flussi di cassa conferma quanto ad oggi l’impianto fotovoltaico rappresenti, oltre che una soluzione tecnica per la riduzione dei consumi e delle emissioni di gas serra, anche un ottimo investimento dal punto di vista economico.

 

Dott. Ing. Michele PULCINI

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Commenti (1)

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